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Shallow Men

magritte-decalcomanie Il successo del concetto di flessibilità si accompagna così alla volontà di utilizzare un ‘capitale umano’ che sia il più duttile possibile. Ma il capitale umano può essere nello stesso tempo duttile e impegnato? Come è possibile impegnarsi, rimanendo sempre pronti a disimpegnarsi all’istante, ogni volta che serve, per passare a un altro ruolo? Che visione dell’uomo sottende questa logica? Quella di un uomo senza spessore, in grado di adattarsi a ogni genere di circostanza, dove ciò che ha valore non è l’interiorità, ma il carattere flessibile. Un individuo a geometria variabile, privato della sua ‘sostanza’, a rischio di non riuscire più a riconoscere se stesso. Richard Sennett, nel 1998, si soffermò a lungo sulla ‘corrosione del carattere’ alla quale conducono a suo dire, gli imperativi del nuovo management.

Michela Marzano, “Estensione del dominio della manipolazione!, Milano, Mondadori, 2010, pg.61

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